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Il comune di Vialfrè appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Storia

Vialfrè e gli insediamenti umani dell'Anfiteatro Morenico

Dieci mila anni fa, l'area ora occupata dall' Anfiteatro Morenico di Ivrea era coperta da foreste, attraversata da corsi d'acqua alimentati dal grande ghiacciaio Balteo.
I lembi del ghiacciaio raggiungevano la piana a nord di Ivrea. Numerosi ed ampi laghi erano compresi nel territorio dell'Anfiteatro. E' così che cominciano a nascere i primi insediamenti umani, vicino ai corsi d'acqua ed ai laghi; questi insediamenti sorgono in base a fattori determinanti:

  1. Fattori esistenziali. L'uomo antico si insedia dove c'e acqua da bere e dove ci sono bacche e frutti da raccogliere. Ha poi l'esigenza di pascoli per le sue greggi, e con la scoperta dell' agricoltura (nel neolitico), necessita di terreni adatti alla coltivazione dei cereali.

  2. Fattori difensivi. L'uomo ha necessità di costruirsi la dimora in un luogo che gli consenta di guardare lontano, per poter avvistare eventuali nemici e difendersi o fuggire. Per questo motivo cerca di insediarsi su di un altura o su fianchi di una collina o di una montagna

  3. Fattori economici. L' uomo, in tempo di pace, effettua scambi di beni, creando così una zona di scambi denominata mercato.



Ritrovamenti archeologici ci consentono di affermare che nel neolitico l'Anfiteatro Morenico di Ivrea è abitato dall'uomo. Alcune località che finora hanno restituito reperti di tale epoca sono Vialfrè e San Martino, nell'area del castello.

SVILUPPO DEGLI INSEDIAMENTI UMANI

Un elemento importante che ha consentito lo sviluppo degli insediamenti umani nell'Anfiteatro Morenico sono le falde d'acqua; secondo ricerche idro-geologiche, queste falde sono frequenti nelle zone di contatto tra le formazioni moreniche e le sottostanti formazioni alluvionali pre-wurmiane, argillificate in superficie e perciò impermeabili. In queste zone si sono formati grandi depositi di acqua che alimentano le falde acquifere. Gli insediamenti più antichi della regione sono individuabili dalla presenza della piazza, del mercato, della chiesa, del castello e di una via di comunicazione. A Vialfrè ci fu la presenza del castello, ma fu poi distrutto dal popolo che prese parte al Tuchinaggio.
Il Ghiacciaio Balteo e l'Anfiteatro morenico d'Ivrea

Durante gli ultimi due milioni di anni, in era Neozoica, si sono succedute diverse glaciazioni che hanno causato la formazione del ghiacciaio Balteo. La parte più avanzata del ghiacciaio, nel momento di massima espansione, ha raggiunto più volte la piana d'Ivrea trasportando a valle enormi quantità di materiali di tutte le dimensioni, da sabbie fini ad enormi pezzi di roccia. Quando poi il ghiacciaio si è ritirato ha lasciato in loco quello che oggi chiamiamo "Anfiteatro Morenico d'Ivrea"
L'abitato di Vialfrè si sviluppa a cavallo di una morena tra le più esterne e rilevate del settore laterale destro (la Serra d'Ivrea corrisponde alla morena, più regolare, del settore laterale di sinistra).
Nel territorio di Vialfrè, in regione "Rovasina" è possibile avere una diretta testimonianza di ciò che ha lasciato il ghiacciaio, quando si è ritirato. Sono massi, talvolta di enormi dimensioni, completamente emergenti dal piano della campagna, chiamati "massi erratici" che, per la loro imponenza hanno suscitato da sempre l'interesse dell'uomo, che spesso in passato li ha utilizzati come are o altari sacrificali.
Dal punto di vista geologico la loro composizione petrografica rivela inequivocabilmente che alcuni di questi massi provengono dalla Valle d'Aosta tra Verres e Aosta.

Cenni Storici

Sull'antica via per Macuniacum si sviluppa l'insediamento che poi si trasformerà in borgo, con relativo castello: Gualfredus è chiamato, nelle antiche carte, questo borgo costruito a cavallo della Morena, in una posizione dominante. A metà del 1200 Vialfrè è feudo dei Conti di S.Martino. Nel 1263, nella lega per la lotta ai Berrovieri, giurarono anche 34 uomini di Vialfrè. Mancano poi notizie su Vialfrè durante la guerra del Canavese del 1300; sappiamo però che la gente di Vialfrè prende parte al Tuchinaggio, distruggendo l'antico castello dimora dei feudatari. Il Tuchinaggio (1386-1391), è una rivolta popolare della gente delle montagne, delle colline e delle pianure canavesane contro i feudatari locali, con risvolti economici, politici e sociali. Le cause socio-economiche che hanno provocato le rivolte sono le seguenti:

  1. le guerre del canavese che avevano stremato l'economia locale

  2. la grande carestia del 1375

  3. la peste del 1385

  4. le eccessive imposizioni fiscali dei nobili

  5. la mancanza di personalità giuridica per la gran parte delle persone nobili

  6. la perdita delle libertà comunali, a seguito dell'avvento dei Savoia.

  7. Intorno al secolo XIV la popolazione si rifugiò, durante le guerre tra i San Martinoe i Biandrate, nella parte più alta del colle difesa dalle mura ed in cui erano contenuti ricetto e castello. Pochi resti rimangono dell'antico castello dei San Martino e qualche rudere del Monastero di San Nicola, al quale la tradizione popolare collega il tragico episodio della peste del 1630. Poco lontano da questi, sopra un colle, sorge il santuario, a pianta circolare, di San Maria della Rotonda. Nel secolo XVII a Vialfrè i Perrone presero il posto dei Conti di San Martino, poi si susseguirono altre famiglie fino ad arrivare al 1665 quando vennero eletti Tommaso Cauzono e Bartolomeo Baratono come sindaci e così via. Nel 1869 a Vialfrè sono attivi tre filatoi di seta, con oltre 300 operai.
    Altre notizie su Vialfrè risalgono al 1870 dove si contano 508 abitanti, 137 famiglie e 128 case, 11 elettori politici e 84 elettori amministrativi (un secolo fa il diritto al voto era riservato solo agli uomini con redditi e studi di un certo livello).

    Storia del nome

    Probabilmente venne da Vicus Alfredi, uno dei primi Conti canavesani che possedendo il nome d'Alfredo abbia potuto darlo a questa terra ben più antica di lui. Come altra spiegazione si pensava che nel secolo X esistesse un Vescovo che avesse il nome di Vialfredi; a conferma di ciò non si è trovato alcun documento autentico. Si può supporre inoltre che alle sue origini ci fosse stato un nome ben più antico, ovvero quello di Vicus Ba fredi o solamente Bafredus; come cita A.Bertolotti nel suo "Passeggiate in Canavese", nomi come Balfredus, Valfredus ecc..., designavano un tempo una macchina guerresca in forma d'alta torre su quattro ruote che serviva durante gli assedi. Effettivamente ancora oggi, Vialfrè custodisce tracce del suo antico castello, già munito di mura circonvallate, fossa ed una sola porta a levante. O forse ancora, il suo nome può avere radici ben più remote, come Vialfrago o Via frate o con le seguenti finali ACCO, AGO ecc..., che facevano notare la giacitura acquatica delle sue abitazioni; infatti, Vialfrè anticamente possedeva un laghetto con la presenza di torbiere.